Toscano Doc.Borgo Grondaie ha deciso di stupirvi con un articolo particolare, un po’ fuori dalle righe che speriamo vi faccia sorridere!

Parleremo infatti degli errori linguistici più eclatanti che ci capita di sentire da parte dei nostri amatissimi ospiti stranieri!

Sarà capitato sicuramente a molti di voi di sentir dire da un americano o da un inglese “Grazi” invece di “Grazie”. Questo è e rimarrà sempre un “must” degli anglofoni! Quella “e” finale proprio non gli piace, derivante anche dal fatto che in inglese il dittongo “ie” si pronuncia semplicemente “i”. E per quanto tu ti possa sforzare e ripetere lentamente, facendo un mega spelling con G-R-A-Z-I-E, si tratta di qualcosa più forte di loro! Non ce la possono fare! Un altro errore di pronuncia riguarda uno dei paesi più belli della nostra regione ovvero San Gimignano! Gli stranieri hanno difficoltà a pronunciare il dittongo “gn” semplicemente perché in inglese, ad esempio, non esiste!

San Gimignano

La lista di errori sarebbe infinita e per questo preferiamo concentrarci sulla descrizione e per cosa si caratterizza un Toscano Doc.
Innanzitutto si sa che i Toscani amano ridere, prendere in giro e sono persone che sanno essere estremamente autoironiche. E poi diciamolo, il nostro accento con quella “c strascicata” fa sorridere un po’ tutti e mette allegria!

Ebbene si, siamo un popolo di burloni che amano stare in compagnia, fare festa, mangiare bene e soprattutto bere un bel bicchiere di vino!
Ma cosa rende una persona un Toscano Doc?
Come prima cosa direi la perfetta conoscenza e padronanza dell’idioma Toscano. A differenza di quanto si possa pensare, in Toscana non si parla un vero e proprio dialetto come nella maggior parte delle regioni italiane. La nostra è piuttosto una cadenza che addirittura può variare da provincia in provincia. Ciò significa che a Siena si parla con una certa cadenza, diversa rispetto a quella di Firenze, Arezzo o Grosseto. È pur vero che la Toscana rimane la culla della lingua italiana, un bel merito che ci onora e ci rende orgogliosi.

Un simbolo del perfetto modo di vivere alla toscana è sicuramente rappresentato nel film “Il Ciclone” di Leonardo Pieraccioni, un must che molti toscani adorano guardare e riguardare quando viene trasmesso alla TV!

Il Ciclone di Leonardo Pieraccioni

Il Toscano è poi una persona verace, solare, con la battuta sempre pronta e una passione per inventare burle e scherzi.
Un esempio è senza dubbio Roberto Benigni, fiorentino Doc. Chi di voi ricorda la sua premiazione agli Oscar del 1999 per il film “La vita è bella”? Un mix di felicità, spontaneità ed esuberanza!

Roberto Benigni- Oscar 1999

Roberto Benigni- Oscar 1999

Si parla poi di Toscanacci o Maledetti Toscani perché spesso i Toscani non si fanno problemi ad affibbiare appellativi poco carini e gentili ad amici, parenti e conoscenti, puntando su un loro difetto fisico o su una loro caratteristica distintiva (nasone, pelatino, secco!). Anche da questo esempio si può constatare la loro indole autoironica!
Un’altra caratteristica dei Toscani è sicuramente la passione per la buona cucina e il buon vino! Come non menzionare il Brunello, il Chianti, la Vernaccia di San Gimignano, il Nobile di Montepulciano, giusto per elencarne alcuni! E poi che dire della cucina toscana? Ricca, intensa, corposa… una meraviglia sia per gli occhi che per il palato.

Vini Toscani

È vero, ai Toscani piace mangiare molto e…bene! Un vero Toscano Doc non può non conoscere la ricetta della “Ribollita, una zuppa dalle origini contadine. Il nome significa letteralmente “bollita un’altra volta” perché la ricetta prevede di rimettere a bollire le verdure e il pane avanzati dei pasti precedenti. Bisogna essere dei veri intenditori per poterne apprezzare il gusto pieno e intenso e il sapore deciso del cavolo nero, ingrediente principe di questo piatto, per non parlare dell’aroma dell’olio extravergine di oliva, rigorosamente Toscano Doc.

Ribollita toscana

Ricapitolando: per conquistare un Toscano Doc vi dovete ricordare di farlo ridere di gusto e portarlo a mangiare in un bel ristorante!

E voi, cosa pensate dei Toscani? :)

Ilaria Simi

Pubblicato da Hotel Siena Borgo Grondaie

Il Pecorino Toscano. Uno dei prodotti di eccellenza della nostra bella regione è senza dubbio il Pecorino Toscano.
Il Pecorino Toscano è un formaggio DOP, cioè un prodotto a Denominazione di Origine Controllata, un riconoscimento ottenuto dalla Commissione Europea nel 1996 esattamente 10 anni dopo quello ricevuto dalla Stato Italiano.


In realtà pecorino è un termine generico e può essere usato per indicare tutti i formaggi fatti con latte di pecora. In Italia esiste una grande varietà di pecorini, derivanti dalle aree di provenienza o dalle razze ovine. In Toscana si ricordino in particolare le produzioni di pecorino a Cortona, Barga, Pietrasanta, ma anche in Maremma, nel Casentino e in Valdichiana. Più vicine a noi vi sono quelle del Chianti e delle Crete Senesi.

Pecorino Toscano

Una piccola curiosità: il pecorino prodotto nell’area delle Crete Senesi era molto apprezzato da Papa Pio II, Enea Silvio Piccolomini nato a Pienza nel 1405. I primi riferimenti storici relativi al Pecorino Toscano risalgono all’epoca dei Romani, nel documento di Plinio il Vecchio Naturalis Historia.In realtà si pensa cha la produzione sia avvenuta ancora prima, all’epoca degli Etruschi. Nel XV secolo era conosciuto con il nome di “cacio marzolino” a causa del periodo di produzione cha andava da Marzo per proseguire poi tutta la primavera.

Per quanto riguarda le caratteristiche di questo alimento principe della cucina toscana si ricordi che l’elemento base è naturalmente il latte, che deve essere esclusivamente di pecora e prodotto da greggi allevate sul territorio delimitato dalla Demoninazione di Origine Protetta. In particolare le pecore appartengono a razze diverse, autoctone (Appenninica, Sopravvissana e Massese) oppure importate (Comisana e Sarda).

Ovini in Toscana

Per la sua produzione il latte di pecora viene munto una volta al giorno per poi essere raccolto, refrigerato ed inviato ai caseifici dove avviene la caseificazione. La stagionatura del pecorino dura dai 40 giorni ai 6 mesi. Inoltre il Pecorino Toscano DOP può essere prodotto con latte di pecora intero di due varietà: fresco o stagionato. Quello fresco ha una crosta gialla, una pasta bianca e una tenera consistenza. Il sapore è di solito definito “dolce”. Il pecorino stagionato invece ha una crosta gialla ma anche nera o rossa a seconda dei trattementi subiti (pomodoro, cenere, olio). La pasta è gialla e ils apore è più deciso ma mai piccante.

Tra I vini consigliati per l’accostamento ci sono sicuramente con il pecorino fresco la Vernaccia di San Gimignano e il Bianco di Pitigliano. Con quello stagionato vi sono il Brunello di Montalcino e il Morellino di Scansano.

Ed ecco a seguire un paio di sfiziose ricette che vi consiglia il Borgo Grondaie per provare questa prelibatezza toscana!

Pasta con  melanzane e pecorino toscano

INGREDIENTI per 4 persone:
2 melanzane
1 spicchio di aglio
2 pomodori perini ben maturi
2 fette di pecorino toscano
origano fresco
2 – 3 cucchiai olio extra vergine di oliva
350 g di pasta corta

PREPARAZIONE
Lavate bene le melanzane, tagliatele a cubetti e fatele cuocere in una padella antiaderente con mezzo cucchiao di olio a fiamma decisa in modo che arrostiscano senza fare acqua, per circa una decina di minuti. Pulite l’aglio, fatelo a pezzettini e unitelo alle melanzane. Salate Saltate le verdure molto spesso per farle cuocere ma non sbruciacchiare. Lavate e taliate a pezzettini piuttosto piccoli i pomodori perini, uniteli alle melanzane spadellate a fiamma vivace per un minuto o due e spengete.
Nel frattempo mettete a bollire l’acqua per la pasta, tagliate due fette di pecorino toscano alte mezzo cm e tagliatele a cubettini/pezzettini.
Due tre minuti prima che la pasta sia cotta, accendete di nuovo la padella per far “riprendere il bollore”, scolate la pasta al dente (tenete da parte un po’ di acqua di cottura) e saltatela in padella un minuto o due con le melanzane. Aggiungete la metà del pecorino a pezzettini, spengete la fiamma, date un giro di olio, spadellate e servite la pasta bella calda cospargendola ancora con un filo di olio e del pecorino.

Pecorino alla griglia
Ingredienti
Pecorino fresco: 400 g
• Menta: Qualche foglia
• Origano: Una grossa presa
• Olio extravergine: q.b.

PREPARAZIONE
Il pecorino alla griglia si prepara affettando il pecorino e lasciando riposare le fette in un bagno di olio misto ad un trito di menta ed origano. Dopo circa 1 ora le fette verranno scolate e poste su una griglia con dell’olio aromatizzato. Al termine verranno servite ben calde.

Buona preparazione e buon appetito a tutti!

Ilaria Simi

Pubblicato da Hotel Siena Borgo Grondaie

Chi semina virtù fama raccoglie diveca Leonardo da Vinci.

Come ogni mattina anche oggi, per lavoro e per diletto, ho aperto le pagine dei social e la mia attenzione è stata catturata da un piccolo post e elogio dedicato a Brunello Cucinelli.
Il grande imprenditore del cashmire, famoso in tutto il mondo, e sfortunatamente per me grande assente del mio low-budget guardaroba, è sempre stato un modello di grande imprenditorialità. Sicuramente il colpo più scenico è stato aver regalato, tre anni fa, un premio extra di cinque milioni ai dipendenti, poco più di 6 mila euro a testa distribuiti alla vigilia di Natale. Questa fa onore ad un imprenditore che riconosce il valore aggiunto delle sue “braccia”, ma non è quello che a me ha colpito di più.

Brunello Cucinelli

Il fatto di aver dato nuova vita al Borgo medievale di di Solomeo, non solo creando li’ la sede dell’azienda ma ristrutturando completamente l’antico borgo, mi fa pensare alla visione che quest’uomo ha. Una visione del lavoro che va ben oltre la mera ricerca della ricchezza materiale ma l’occasione per fare la differenza.

Solomeo

E lui certo questo ha fatto. Nel sito www.brunellocucinelli.com parlando della fondazione da lui creata si dice: “Perciò, se da un lato l’arte – in tutte le sue manifestazioni figurative,concettuali, musicali,sceniche o quante altre espressioni possa assumere – entra a pieno titolo negli obiettivi della Fondazione Brunello Cucinelli, non meno cogente è la cultura dello studio e delle ricerche di un moderno umanesimo artigianale, che recuperi ai valori dello spirito l’autenticità della prassi quotidiana tra lavoro, famiglia e ricreazione. Né si considera secondaria la forma sportiva, nella quale la fondazione vede addirittura un fondamento della cultura socievole – e della quale intende non già riscoprire, ma divulgare e rendere di nuovo attuale il significato dilettantistico in quanto contrapposto a quello agonistico. Ogni contributo di donne e uomini che si riconoscano in questi ideali è una fonte di ricchezza che incarna nel migliore dei modi l’identità culturale della Fondazione Brunello Cucinelli”.

La vision e mission di Cucinelli è quella di creare il buono per tutti ed il bello a tempo indeterminato, come un contratto stipulato con l’umanità, da mortale per l’immortalità. Le figlie dell’imprenditore godranno dei frutti costruiti dal padre ma solo a condizione, così dice il Dott. Cucinelli, “che continuiate a seguire il mio esempio: proteggere l’impresa e la Fondazione, preservare il borgo medioevale di Solomeo, proseguire quella che l’imprenditore definisce «la nostra filosofia»”.

La scuola delle Arti e dei Mestieri voluta all’interno del Borgo di Solomeo incarna la nuova visione capitalistica di Brunello Cucinelli. Creare un luogo dove i mestieri antichi diventino il futuro, un processo virtuoso che rende onore a ciò che a reso grande il nostro paese. La disciplina di Rammendo e Riammaglio, Taglio e Confezione, Orticoltura e Giardinaggio e Arti Murarie.
Grazie Dott. Cucinelli. Lei è esempio di come si debba creare oggi CULTURA!

Cosa è Expo? LE EXPO sono manifestazioni di tipo fieristico caratterizzate da un tema specifico. È anche un termine adottato dal B.I.E., Bureau International des Expositions. Il B.I.E. Bureau International des Expositions è un organismo internazionale, sottoscritto da una convenzione con numerosi paesi del mondo e nata a Parigi nel 1928. Attualmente conta con 168 stati e organismi membri. Possono partecipare alle esposizioni organizzate dal BIE anche i Paesi non membri e sono inoltre invitate a partecipare alle Expo numerose associazioni internazionali.Il B.I.E controlla, regola, coordina e segue le differenti fasi che porteranno all’EXPO: dal controllo alla selezione delle candidature fino alla programmazione dell’evento finale. Gli obiettivi che il B.I.E. vuole raggiungere con le Esposizioni sono: lavorare per l’ambiente, rinforzare le relazioni fra i diversi paesi, condividere le culture ed educazione, incentivare lo sviluppo, sperimentare con il futuro. Le Expo possono essere o ESPOSIZIONI UNIVERSALI o ESPOSIZIONI INTERNAZIONALI. La finalità delle esposizioni universali è quella di promuovere il progresso tecnologico e industriale a livello mondiale, presentando le ultime innovazioni che in qualche maniera possano migliorare le condizioni di vita sociale ed economica del pianeta. Tantissime sono le Esposizioni Universali e Specializzate riconosciute ufficialmente dal B.I.E che si sono susseguite dal 1933 ad oggi, ma alcune di esse, anche antecedenti a questa data, sono passate alla storia.
A seguito Vi presentiamo alcuni dei monumenti che sono stati creati per la presentazione delle esposizioni Universali e che sono state installate in strutture appositamente costruite per l’occasione. Alcune di queste installazioni si sono rivelate molto di più che luoghi passeggeri e sono diventate veri e propri monumenti.
Crystal Palace- Londra 1851

Il Crystal Palace è stato costruito in occasione della prima Esposizione Universale a Londra nel 1851 ed è una enorme struttura in ferro battuto e vetro, estesa su circa 84.000 metri quadri. È stato costruito in solo 4 mesi, venne installato per poi essere smantellato e riposizionato altrove alla fine della manifestazione. Ma nel 1936, il Crystal Palace venne completamente distrutto da un incendio, rimasero in piedi soltanto le due torricelle laterali, danneggiate dall’incendio e in seguito abbattute durante la seconda guerra mondiale per ragioni di sicurezza. Ancora oggi il Crystal Palace è presente in tutti i libri di storia dell’arte ed è fonte di ispirazione dell’ architettura moderna.
Tour Eiffel- Parigi 1889

Monumento più famoso di Parigi, fu costruita in più di due anni per l’Esposizione Universale del 1889 e dedicata al centenario della rivoluzione Francese. La Tour Eiffel è simbolo stesso della capitale Francese. Tre anni, 300 operai, 18.000 pezzi di ferro forgiato, mezzo milione di chiodi e 324 metri d’altezza. Nata dal genio ingegneristico di Alexandre Gustave Eiffel.
Acquario Civico- Milano 1906


L’Acquario Civico di Milano fu costruito per la è la costruzione l’Esposizione Universale di Milano nel 1906, dedicata al tema dei trasporti, ed è statol’unico padiglione a non essere smantellato dopo l’evento. L’acquario Civico è il terzo acquario più antico d’ Europa.
Atomium – Bruxelles 1958

L’Atomium è un monumento costruito in occasione dell’ Esposizione Universale di Bruxelles nel 1958. Si trova nel Parco Heysel, fu costruito completamente in acciaio che rappresenta i 9 atomi di un cristallo di ferro. Ha una altezza totale di 102 metri e sfere di 18 metri che sono collegate di scale mobili.

Space Needle – Seattle USA 1962


Lo Space Needle è una torre di 184 metri di altezza, progettata dall’architetto John Graham in occasione dell’esposizione Universale di Seattle nel 1962. Si può visitare la torre con una vista panoramica mozzafiato, al interno della quale ai 152 metri di altezza è situato un ristorante.
Acquario – Genova 1992

L’ Aquario di Genova è il più grande acquario d’ Italia e secondo in Europa. L’Acquario è stato costruito in occasione dell’Esposizione Specializzata del 1992 celebrativo del Cinquecentesimo anniversario della scoperta dell-America. La struttura situata a Ponte Spinola si sviluppa su 5 piani con una superficie complessiva di 9.700 metri quadri.

Visitare il Chianti con una Fiat 500 d’epoca? La Fiat 500 era uno dei simboli italiani degli anni 50/60. Grazie a due ospiti del Borgo Grondaie, che hanno apprezzato tantissimo il tour, abbiamo scoperto questa bellissima iniziativa che da la possibilità di conoscere il Chianti alla guida delle bellissime e storiche FIAT 500

Visitare il Chianti con una 500 - Borgo Grondaie

Visitare il Chianti con una 500 – Borgo Grondaie

Ezio, Giacomo, Paola, Olivia, Roberto e Topsy sono i nomi che gli organizzatori (FIAT 500 TOURING CLUB) hanno dato alle macchine. Il Tour parte da Firenze sempre con una guida. Dopo una breve formazione su come guidarle (vi ricordate la doppietta per scalare le marce?), si comincia percorrendo la strada del Chianti dove potrete ammirare i bellissimi paesaggi, gli infiniti vigneti e le bellissime colline di olivi. Durante il Tour percorrerete anche una parte della strada che forma parte del percorso della gara MILLE MIGLIA.

Visitare il Chianti con una 500 - Borgo Grondaie

Visitare il Chianti con una 500 – Borgo Grondaie

 

La vostra guida vi illustrerà la zona tramite radio. E poi non poteva mancare la musica: italiana degli anni ‘60.
Oltre Al Tour Classico, ci sono tante altre offerte che includono degustazione dei vini, lezioni di cucina, Pic-nic Tour, Cena Tour (tour al tramonto con cena in luogo da fiaba).
Insomma un’iniziativa che ci è piaciuta tantissimo, che incornicerà la vostra vacanza italiana alla perfezione, nel puro spirito della vita dolce e bella!

 

Vi siete mai chiesti, perché le bottiglie di vino non sono tutte uguali? Ci sono bottiglie di colori diversi, consistenza e anche dimensione. Noi, del Borgo Grondaie Siena, amanti del buon vino ci siamo incuriositi riguardo a questo argomento e vogliamo condividere con Voi le nostre scoperte.

Prima però, facciamo un salto indietro nella storia, per sapere quando e dove se iniziò a conservare il vino in bottiglie.

Gli studi dicono che la conservazione del vino in bottiglie di vetro risale al XVIII secolo, quando in Francia si cominciarono a produrre le prime bottiglie di vetro soffiato.

Ad oggi le bottiglie si presentano con svariate forme e dimensioni. Ciò dipende del vino contenuto e dal tipo di affinamento richiesto.

Lo scopo principale della bottiglia è quello di limitare al minimo il passaggio dei raggi del sole che potrebbero danneggiare il prodotto ed è per questo motivo che, in particolare per vini che non verranno consumati giovani, vengono preferite bottiglie di vetro scuro.


In ambito commerciale il formato di bottiglia più usato è
da sette decimi (0,750 litri), è il contenitore ideale per i vini di qualità, adatto a consentire un armonico invecchiamento e pratico per le operazioni commerciali di stoccaggio e spedizione, anche se ne esistono di svariate dimensioni (da 0.1875 l fino a 130 l).

 

Oltre al classico formato standard esistono però misure più grandi, il magnum da un litro e mezzo, il Jéroboam da tre litri, ecc. e la mezza bottiglia da 0,375 o da 0,500

Ecco i nomi e le dimensioni dei principali formati

MELCHISEDEC

40 BOTT.

30 LITRI

NABUCHODONOSOR

20 BOTT.

15 LITRI

BALTHAZAR

16 BOTT.

12 LITRI

SALMANAZAR

12 BOTT.

9 LITRI

MATHUSALEM

8 BOTT.

6 LITRI

REHOBOAM

6 BOTT.

4,5 LITRI

JEROBOAM

4 BOTT.

3 LITRI

MAGNUM

2 BOTT.

1,5 LITRI

BOTTIGLIA

 

0,75 LITRI

MEZZA

 

0,375 LITRI

QUARTO

 

0,25 LITRI

 Vediamo le diverse tipologie:

 

BORDOLESE (1): la bordolese, originaria della zona di Bordeaux, è la bottiglia più diffusa in commercio. È solitamente scura per i vini rossi mentre generalmente trasparente o verde chiaro per quelli bianchi.

 


BORDOLESE A SPALLA ALTA (2): derivante dalla precedente, questa forma dona un’eleganza maggiore e quindi viene usata per particolari e raffinati vini rossi.


CHAMPAGNOTTA (3): indicata per spumanti metodo classico o Champagne, il vetro di questa bottiglia, ha uno spessore maggiore in quanto deve resistere alla pressione esercitata dal vino.


CHAMPAGNE CUVEE (4): di derivazione dalla precedente, essa presenta una base più allargata e un collo più lungo.


RENANA O ALSAZIANA (5): ideale per la conservazione di vini bianchi, questa bottiglia si presenta con una forma cilindro-conica maggiormente allungata e affusolata. Questo tipo di bottiglia è
proveniente dall’area vinicola del Reno, in Germania.


MARSALESE (6): come ricorda il nome, questa è la bottiglia utilizzata per la conservazione del Marsala. Il vetro è marrone scuro o nero.


ALBEISA (7): è usata generalmente per la conservazione di vini rossi del Piemonte. La bottiglia è scura per permettere un migliore affinamento del prodotto.

 

BORGOGNA O BORGOGNOTTA (8): questa bottiglia di colore verde viene spesso utilizzata per la conservazione di grandi vini della Borgogna. Caratterizzata da una forma cilindro-conica, in passato era utilizzata indifferentemente per vini bianchi e rossi.


BOCKSBEUTEL O PULCIANELLA (9): ha forma panciuta e di colore verde. Usata per la conservazione di vini rossi della Franconia.


PORTO (10): usata generalmente per vini liquorosi iberici come il Porto o lo Sherry, essa si presenta spesso con diverse tonalità di verde o marrone.


ANFORA (11): è utilizzata generalmente in Francia per l’imbottigliamento dei vini della Provenza. Alcune aziende italiane la usano per la conservazione del Verdicchio

Quasi tutte le bottiglie vengono utilizzate, oltre che nel formato della capienza di 750 cl., nel formato da 375 cl., detto “mezza”, e nel formato da 1.500 cl., detto “magnum” .
Il colore del vetro utilizzato spazia dal bianco all’ambrato, al marrone, al verde, dai toni più chiari ai più cupi. Soprattutto per i vini destinati ad un affinamento più o meno lungo in bottiglia, è da preferire l’utilizzo di vetri molto scuri, e recenti studi hanno permesso di realizzare mescole che permettono di ottenere una filtratura della luce ottimale per la conservazione del vino.

 

Qui di seguito una foto della cantina del Borgo Grondaie

enoteca

 

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Le passioni…

Se è vero che le passioni fanno girare il mondo, la terra di Toscana e il nostro territorio Senese sono famosi per creare grandi passioni nel cuore di chi li visita. Una fra tutte….il vino!

Se è vero che le passioni fanno girare il mondo, la terra di Toscana e il nostro territorio Senese sono famosi per creare grandi passioni nel cuore di chi li visita. Una fra tutte….il vino!

Fonte: www.intravino.com

I veri cultori del Vino conoscono bene le regole che disciplinano i vini con denominazione “ Chianti Classico”.

Per tutti gli altri che sono appassionati del vino, come noi al Borgo Grondaie,  ma che non siamo coinvolti quotidianamente nella produzione del nettare degli dei, vogliamo farvi conoscere alcune delle regole che fanno del  succo d’uva un “Chianti Classico” D.O.C.G.

Per esempio sapevate che l’uva Sangiovese è la vera anima del Chianti Classico: tipico di queste zone, il vitigno Sangiovese più di ogni altro riesce ad interpretare le caratteristiche del suolo dove cresce riuscendo a conferire  all’uva  profumi e aromi che rimandano alle zone di origine (così un bouquet floreale rimanda alle arenarie, l’aroma di frutti di bosco  al calcare e il profumo di tabacco fresco al tufo) mantenendo pur sempre quel sentore di viola mammola che caratterizza questo ineguagliabile vino.

Insieme al Sangiovese possono essere presenti, in una percentuale massima del 20%, altri vitigni a bacca rossa, come il Canaiolo e il Colorino, e quelli “internazionali”, come il Cabernet Sauvignon e il Merlot, raccomandati e/o autorizzati nella zona di produzione.

Tra le principali caratteristiche organolettiche troviamo: il colore rubino che può divenire talvolta, intenso e profondo; l’odore con note floreali unite a un tipico carattere di frutti rossi; e il sapore armonico, asciutto, sono la gradazione alcolica minima di 12 gradi per il vino giovane e di 12,5 gradi per la Riserva, l’estratto secco netto minimo di 24 g/l e l’acidità totale minima di 4,5 g/l.

Fattori produttivi: la resa dell’uva a ettaro non può superare i 75 quintali dopo 4 anni dall’ impianto e la resa dell’uva in vino non può essere superiore al 70%, ovvero a 52,50 ettolitri di vino per ettaro. Inoltre le operazioni di vinificazione, conservazione e imbottigliamento devono avvenire esclusivamente all’interno della zona di produzione e che l’immissione al consumo è consentita dal 1 ottobre successivo alla vendemmia. Per la Riserva è previsto un invecchiamento minimo obbligatorio di 24 mesi, di cui almeno 3 di affinamento in bottiglia.

Anche per quanto riguarda l’etichetta. L’ etichetta deve riportare l’indicazione “ Chianti Classico” con la specifica di “Denominazione di Origine Controllata e Garantita”, uno dei riconoscimenti più prestigiosi per i vini italiani, ed evidenziare l’annata di produzione delle uve.

Il vino è la poesia della terra, Mario Soldati, scrittore e regista

Ogni anno a pochi chilometri da Siena, nel mese di Febbraio, si svolge il bellissimo Carnevale di Foiano al quale partecipano adulti e bambini di tutta la provincia: partendo da Siena, bisogna andare in direzione Perugia e uscire a Foiano della Chiana.

Nei giorni scorsi le prime sfilate sono cominciate e la festa è stata ulteriormente arricchita dall’organizzazione di balli tradizionali dell’Ecuador. Chi scrive è il nuovo braccio della squadra del Borgo Grondaie. Mi chiamo Gabriela ed essendo nativa dell’Ecuador, tale evento mi riempie di orgoglio e mi fa sentire più vicina alla mia famiglia di origine.

Fonte: Carnevale di Foiano

I protagonisti del Carnevale sono i 4 Cantieri: AZZURRI, BOMBOLO, NOTTAMBULI E RUSTICI

Tutti risalgono al secolo scorso, durante l’anno i Cantieri lavorano ciascuno su un carro, che presenta allegoricamente un determinato tema (liberamente scelto dal Cantiere). Per evitare scorrettezze ed aiuti esterni, i 4 cantieri lavorano tutti quanti in un unico edificio.

Sorprendente la passione che porta i Cantieristi ad adoperarsi nella realizzazione del carro senza percepire alcun compenso.

Fonte: Carnevale di Foiano

I carri vengono valutati da una giuria composta da 5 professionisti: uno scenografo, un pittore, un critico d’arte, uno scultore e un giornalista.

Un’atmosfera di gioia daparte di tutti mentre passano i carri, tanti sorrisi e tanti coriandoli!!! Un’esperienza da non perdere!

Nella quarta ed ultima domenica viene letto il verdetto che segue il Funerale di Re giocondo: ilRe del Carnevale. A questo punto si da lettura in Piazza del Testamento di Re Giocondo: vengono letti in rima dal Presidente dell’Associazione del Carnevale, i fatti più o meno positivi dell’anno appena concluso.

 

Fonte: Carnevale di Foiano

Prossimi appuntamenti: domenica 2 e 9 di marzo 2014

Prezzi biglietti:

Ordinari: Euro 8,00

Bambini sotto 12 anni: Gratis

Sconto Famiglie: 2 adulti + 1 bambino = Euro 13,00

Sconto comitive superiori a 30 persone: Euro 7,00

www.carnevaledifoiano.it

posted by www.hotelsienaborgogrondaie.it

 

 

Un weekend in Val d’Orcia non si può perdere e vi innamorerete della Rocca d’Orcia . Se avete poco tempo perchè avete pianificato altre visite, la sola fermata a Pienza e Montalcino vi daranno l’dea della bellezza di questo territorio. Per quelli però che hanno più tempo a disposizione suggeriamo di deguire il fiume Orcia e di non perdere la visita alla Rocca d’Orcia, chiamata anche Rocca di Tentennano, che si trova a poca distanza dal paese di Castiglion d’Orcia.

foto di Sienafree

Il castello è aperto al pubblico e offer un avista senza eguali: il monte Amiata, il castello di Radicofani, il paese di Castiglion d’Orcia e la città termale di Bgno Vignoni.

Il piccolo borgo con le sue fontane medievali e le sue chiese del 13° secolo vi porteranno indietro nel tempo. Qui Santa Caterinà imparò a scrivere e leggere nel 1378.

L’entrata per il castello costa 3 Euro ed include anche la visita al piccolo museo Sala d’Arte San Giovanni nel centro di Castion d’Orcia. Qui potrete ammirare dipinti di Simone Martini, Giovanni di Paolo e del Vecchietta.

museisenesi

Il museo ed il castello sono aperti anche il sabato e la domenica (10:00 to 13:00 / 16:00 to 19:00).

Buona visita a tutti!

 

 

Un incontro che inaugura la nuova stagione turistica: Siena Ultramarathon 2014. Intanto per i non addetti ai lovori specifico cosa sia un’Ultramarathon. Si tratta di una corsa che supera la distanza obbligatoria di una maratona cioè oltre i 42,195 km. Siena Ultramarathon 2014 svilupperà il suo percorso di 50,200 Km attraversando alcuni dei più bei paesaggi toscani,  con altimetria positiva di 600 mt. Il fondo su strada bianca sarà di 15,600 km  e non mancheranno gli scorci mozzafiato. La partenza è da San Gimignano e l’arrivo in Piazza del Campo a Siena.

Il percorso dei 50 km è dedicato a coloro che sono avvezzi alle maratone oppure a gare trial. Il percorso si snoderà in parte sull’antica  via Francigena e prevederà 10 punti ristoro.

Per i non maratoneti, sono organizzate anche altri due percorsi: uno di 32 km. con partenza da Colle di Val d’Elsa e uno di 18 km con partenza da Monteriggioni. Un autobus vi condurra da Piazza del Campo ai vari punti di partenza.

L’occasione sarà quella di vivere una giornata di sport immersi in una natura bellissima, quella della campagna senese e l’arrivo nella Piazza del Campo, patrimonio dell’Unesco, sarà da brivido.

Sono sicura: sarà una corsa indimenticabile!

 

Voglio dedicare questo post ad un amico e cliente che come me ama correre. Lui vive in America ma ama l’Italia…Wayne che ne dici, ci facciamo una corsetta?

 

Per maggiori informazioni Vi preghiamo di vedere il sito www.terredisienaultramarathon.it

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