Chi semina virtù fama raccoglie diveca Leonardo da Vinci.

Come ogni mattina anche oggi, per lavoro e per diletto, ho aperto le pagine dei social e la mia attenzione è stata catturata da un piccolo post e elogio dedicato a Brunello Cucinelli.
Il grande imprenditore del cashmire, famoso in tutto il mondo, e sfortunatamente per me grande assente del mio low-budget guardaroba, è sempre stato un modello di grande imprenditorialità. Sicuramente il colpo più scenico è stato aver regalato, tre anni fa, un premio extra di cinque milioni ai dipendenti, poco più di 6 mila euro a testa distribuiti alla vigilia di Natale. Questa fa onore ad un imprenditore che riconosce il valore aggiunto delle sue “braccia”, ma non è quello che a me ha colpito di più.

Brunello Cucinelli

Il fatto di aver dato nuova vita al Borgo medievale di di Solomeo, non solo creando li’ la sede dell’azienda ma ristrutturando completamente l’antico borgo, mi fa pensare alla visione che quest’uomo ha. Una visione del lavoro che va ben oltre la mera ricerca della ricchezza materiale ma l’occasione per fare la differenza.

Solomeo

E lui certo questo ha fatto. Nel sito www.brunellocucinelli.com parlando della fondazione da lui creata si dice: “Perciò, se da un lato l’arte – in tutte le sue manifestazioni figurative,concettuali, musicali,sceniche o quante altre espressioni possa assumere – entra a pieno titolo negli obiettivi della Fondazione Brunello Cucinelli, non meno cogente è la cultura dello studio e delle ricerche di un moderno umanesimo artigianale, che recuperi ai valori dello spirito l’autenticità della prassi quotidiana tra lavoro, famiglia e ricreazione. Né si considera secondaria la forma sportiva, nella quale la fondazione vede addirittura un fondamento della cultura socievole – e della quale intende non già riscoprire, ma divulgare e rendere di nuovo attuale il significato dilettantistico in quanto contrapposto a quello agonistico. Ogni contributo di donne e uomini che si riconoscano in questi ideali è una fonte di ricchezza che incarna nel migliore dei modi l’identità culturale della Fondazione Brunello Cucinelli”.

La vision e mission di Cucinelli è quella di creare il buono per tutti ed il bello a tempo indeterminato, come un contratto stipulato con l’umanità, da mortale per l’immortalità. Le figlie dell’imprenditore godranno dei frutti costruiti dal padre ma solo a condizione, così dice il Dott. Cucinelli, “che continuiate a seguire il mio esempio: proteggere l’impresa e la Fondazione, preservare il borgo medioevale di Solomeo, proseguire quella che l’imprenditore definisce «la nostra filosofia»”.

La scuola delle Arti e dei Mestieri voluta all’interno del Borgo di Solomeo incarna la nuova visione capitalistica di Brunello Cucinelli. Creare un luogo dove i mestieri antichi diventino il futuro, un processo virtuoso che rende onore a ciò che a reso grande il nostro paese. La disciplina di Rammendo e Riammaglio, Taglio e Confezione, Orticoltura e Giardinaggio e Arti Murarie.
Grazie Dott. Cucinelli. Lei è esempio di come si debba creare oggi CULTURA!

Cosa è Expo? LE EXPO sono manifestazioni di tipo fieristico caratterizzate da un tema specifico. È anche un termine adottato dal B.I.E., Bureau International des Expositions. Il B.I.E. Bureau International des Expositions è un organismo internazionale, sottoscritto da una convenzione con numerosi paesi del mondo e nata a Parigi nel 1928. Attualmente conta con 168 stati e organismi membri. Possono partecipare alle esposizioni organizzate dal BIE anche i Paesi non membri e sono inoltre invitate a partecipare alle Expo numerose associazioni internazionali.Il B.I.E controlla, regola, coordina e segue le differenti fasi che porteranno all’EXPO: dal controllo alla selezione delle candidature fino alla programmazione dell’evento finale. Gli obiettivi che il B.I.E. vuole raggiungere con le Esposizioni sono: lavorare per l’ambiente, rinforzare le relazioni fra i diversi paesi, condividere le culture ed educazione, incentivare lo sviluppo, sperimentare con il futuro. Le Expo possono essere o ESPOSIZIONI UNIVERSALI o ESPOSIZIONI INTERNAZIONALI. La finalità delle esposizioni universali è quella di promuovere il progresso tecnologico e industriale a livello mondiale, presentando le ultime innovazioni che in qualche maniera possano migliorare le condizioni di vita sociale ed economica del pianeta. Tantissime sono le Esposizioni Universali e Specializzate riconosciute ufficialmente dal B.I.E che si sono susseguite dal 1933 ad oggi, ma alcune di esse, anche antecedenti a questa data, sono passate alla storia.
A seguito Vi presentiamo alcuni dei monumenti che sono stati creati per la presentazione delle esposizioni Universali e che sono state installate in strutture appositamente costruite per l’occasione. Alcune di queste installazioni si sono rivelate molto di più che luoghi passeggeri e sono diventate veri e propri monumenti.
Crystal Palace- Londra 1851

Il Crystal Palace è stato costruito in occasione della prima Esposizione Universale a Londra nel 1851 ed è una enorme struttura in ferro battuto e vetro, estesa su circa 84.000 metri quadri. È stato costruito in solo 4 mesi, venne installato per poi essere smantellato e riposizionato altrove alla fine della manifestazione. Ma nel 1936, il Crystal Palace venne completamente distrutto da un incendio, rimasero in piedi soltanto le due torricelle laterali, danneggiate dall’incendio e in seguito abbattute durante la seconda guerra mondiale per ragioni di sicurezza. Ancora oggi il Crystal Palace è presente in tutti i libri di storia dell’arte ed è fonte di ispirazione dell’ architettura moderna.
Tour Eiffel- Parigi 1889

Monumento più famoso di Parigi, fu costruita in più di due anni per l’Esposizione Universale del 1889 e dedicata al centenario della rivoluzione Francese. La Tour Eiffel è simbolo stesso della capitale Francese. Tre anni, 300 operai, 18.000 pezzi di ferro forgiato, mezzo milione di chiodi e 324 metri d’altezza. Nata dal genio ingegneristico di Alexandre Gustave Eiffel.
Acquario Civico- Milano 1906


L’Acquario Civico di Milano fu costruito per la è la costruzione l’Esposizione Universale di Milano nel 1906, dedicata al tema dei trasporti, ed è statol’unico padiglione a non essere smantellato dopo l’evento. L’acquario Civico è il terzo acquario più antico d’ Europa.
Atomium – Bruxelles 1958

L’Atomium è un monumento costruito in occasione dell’ Esposizione Universale di Bruxelles nel 1958. Si trova nel Parco Heysel, fu costruito completamente in acciaio che rappresenta i 9 atomi di un cristallo di ferro. Ha una altezza totale di 102 metri e sfere di 18 metri che sono collegate di scale mobili.

Space Needle – Seattle USA 1962


Lo Space Needle è una torre di 184 metri di altezza, progettata dall’architetto John Graham in occasione dell’esposizione Universale di Seattle nel 1962. Si può visitare la torre con una vista panoramica mozzafiato, al interno della quale ai 152 metri di altezza è situato un ristorante.
Acquario – Genova 1992

L’ Aquario di Genova è il più grande acquario d’ Italia e secondo in Europa. L’Acquario è stato costruito in occasione dell’Esposizione Specializzata del 1992 celebrativo del Cinquecentesimo anniversario della scoperta dell-America. La struttura situata a Ponte Spinola si sviluppa su 5 piani con una superficie complessiva di 9.700 metri quadri.

Vi siete mai chiesti, perché le bottiglie di vino non sono tutte uguali? Ci sono bottiglie di colori diversi, consistenza e anche dimensione. Noi, del Borgo Grondaie Siena, amanti del buon vino ci siamo incuriositi riguardo a questo argomento e vogliamo condividere con Voi le nostre scoperte.

Prima però, facciamo un salto indietro nella storia, per sapere quando e dove se iniziò a conservare il vino in bottiglie.

Gli studi dicono che la conservazione del vino in bottiglie di vetro risale al XVIII secolo, quando in Francia si cominciarono a produrre le prime bottiglie di vetro soffiato.

Ad oggi le bottiglie si presentano con svariate forme e dimensioni. Ciò dipende del vino contenuto e dal tipo di affinamento richiesto.

Lo scopo principale della bottiglia è quello di limitare al minimo il passaggio dei raggi del sole che potrebbero danneggiare il prodotto ed è per questo motivo che, in particolare per vini che non verranno consumati giovani, vengono preferite bottiglie di vetro scuro.


In ambito commerciale il formato di bottiglia più usato è
da sette decimi (0,750 litri), è il contenitore ideale per i vini di qualità, adatto a consentire un armonico invecchiamento e pratico per le operazioni commerciali di stoccaggio e spedizione, anche se ne esistono di svariate dimensioni (da 0.1875 l fino a 130 l).

 

Oltre al classico formato standard esistono però misure più grandi, il magnum da un litro e mezzo, il Jéroboam da tre litri, ecc. e la mezza bottiglia da 0,375 o da 0,500

Ecco i nomi e le dimensioni dei principali formati

MELCHISEDEC

40 BOTT.

30 LITRI

NABUCHODONOSOR

20 BOTT.

15 LITRI

BALTHAZAR

16 BOTT.

12 LITRI

SALMANAZAR

12 BOTT.

9 LITRI

MATHUSALEM

8 BOTT.

6 LITRI

REHOBOAM

6 BOTT.

4,5 LITRI

JEROBOAM

4 BOTT.

3 LITRI

MAGNUM

2 BOTT.

1,5 LITRI

BOTTIGLIA

 

0,75 LITRI

MEZZA

 

0,375 LITRI

QUARTO

 

0,25 LITRI

 Vediamo le diverse tipologie:

 

BORDOLESE (1): la bordolese, originaria della zona di Bordeaux, è la bottiglia più diffusa in commercio. È solitamente scura per i vini rossi mentre generalmente trasparente o verde chiaro per quelli bianchi.

 


BORDOLESE A SPALLA ALTA (2): derivante dalla precedente, questa forma dona un’eleganza maggiore e quindi viene usata per particolari e raffinati vini rossi.


CHAMPAGNOTTA (3): indicata per spumanti metodo classico o Champagne, il vetro di questa bottiglia, ha uno spessore maggiore in quanto deve resistere alla pressione esercitata dal vino.


CHAMPAGNE CUVEE (4): di derivazione dalla precedente, essa presenta una base più allargata e un collo più lungo.


RENANA O ALSAZIANA (5): ideale per la conservazione di vini bianchi, questa bottiglia si presenta con una forma cilindro-conica maggiormente allungata e affusolata. Questo tipo di bottiglia è
proveniente dall’area vinicola del Reno, in Germania.


MARSALESE (6): come ricorda il nome, questa è la bottiglia utilizzata per la conservazione del Marsala. Il vetro è marrone scuro o nero.


ALBEISA (7): è usata generalmente per la conservazione di vini rossi del Piemonte. La bottiglia è scura per permettere un migliore affinamento del prodotto.

 

BORGOGNA O BORGOGNOTTA (8): questa bottiglia di colore verde viene spesso utilizzata per la conservazione di grandi vini della Borgogna. Caratterizzata da una forma cilindro-conica, in passato era utilizzata indifferentemente per vini bianchi e rossi.


BOCKSBEUTEL O PULCIANELLA (9): ha forma panciuta e di colore verde. Usata per la conservazione di vini rossi della Franconia.


PORTO (10): usata generalmente per vini liquorosi iberici come il Porto o lo Sherry, essa si presenta spesso con diverse tonalità di verde o marrone.


ANFORA (11): è utilizzata generalmente in Francia per l’imbottigliamento dei vini della Provenza. Alcune aziende italiane la usano per la conservazione del Verdicchio

Quasi tutte le bottiglie vengono utilizzate, oltre che nel formato della capienza di 750 cl., nel formato da 375 cl., detto “mezza”, e nel formato da 1.500 cl., detto “magnum” .
Il colore del vetro utilizzato spazia dal bianco all’ambrato, al marrone, al verde, dai toni più chiari ai più cupi. Soprattutto per i vini destinati ad un affinamento più o meno lungo in bottiglia, è da preferire l’utilizzo di vetri molto scuri, e recenti studi hanno permesso di realizzare mescole che permettono di ottenere una filtratura della luce ottimale per la conservazione del vino.

 

Qui di seguito una foto della cantina del Borgo Grondaie

enoteca

 

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Le passioni…

Se è vero che le passioni fanno girare il mondo, la terra di Toscana e il nostro territorio Senese sono famosi per creare grandi passioni nel cuore di chi li visita. Una fra tutte….il vino!

Se è vero che le passioni fanno girare il mondo, la terra di Toscana e il nostro territorio Senese sono famosi per creare grandi passioni nel cuore di chi li visita. Una fra tutte….il vino!

Fonte: www.intravino.com

I veri cultori del Vino conoscono bene le regole che disciplinano i vini con denominazione “ Chianti Classico”.

Per tutti gli altri che sono appassionati del vino, come noi al Borgo Grondaie,  ma che non siamo coinvolti quotidianamente nella produzione del nettare degli dei, vogliamo farvi conoscere alcune delle regole che fanno del  succo d’uva un “Chianti Classico” D.O.C.G.

Per esempio sapevate che l’uva Sangiovese è la vera anima del Chianti Classico: tipico di queste zone, il vitigno Sangiovese più di ogni altro riesce ad interpretare le caratteristiche del suolo dove cresce riuscendo a conferire  all’uva  profumi e aromi che rimandano alle zone di origine (così un bouquet floreale rimanda alle arenarie, l’aroma di frutti di bosco  al calcare e il profumo di tabacco fresco al tufo) mantenendo pur sempre quel sentore di viola mammola che caratterizza questo ineguagliabile vino.

Insieme al Sangiovese possono essere presenti, in una percentuale massima del 20%, altri vitigni a bacca rossa, come il Canaiolo e il Colorino, e quelli “internazionali”, come il Cabernet Sauvignon e il Merlot, raccomandati e/o autorizzati nella zona di produzione.

Tra le principali caratteristiche organolettiche troviamo: il colore rubino che può divenire talvolta, intenso e profondo; l’odore con note floreali unite a un tipico carattere di frutti rossi; e il sapore armonico, asciutto, sono la gradazione alcolica minima di 12 gradi per il vino giovane e di 12,5 gradi per la Riserva, l’estratto secco netto minimo di 24 g/l e l’acidità totale minima di 4,5 g/l.

Fattori produttivi: la resa dell’uva a ettaro non può superare i 75 quintali dopo 4 anni dall’ impianto e la resa dell’uva in vino non può essere superiore al 70%, ovvero a 52,50 ettolitri di vino per ettaro. Inoltre le operazioni di vinificazione, conservazione e imbottigliamento devono avvenire esclusivamente all’interno della zona di produzione e che l’immissione al consumo è consentita dal 1 ottobre successivo alla vendemmia. Per la Riserva è previsto un invecchiamento minimo obbligatorio di 24 mesi, di cui almeno 3 di affinamento in bottiglia.

Anche per quanto riguarda l’etichetta. L’ etichetta deve riportare l’indicazione “ Chianti Classico” con la specifica di “Denominazione di Origine Controllata e Garantita”, uno dei riconoscimenti più prestigiosi per i vini italiani, ed evidenziare l’annata di produzione delle uve.

Il vino è la poesia della terra, Mario Soldati, scrittore e regista

Ogni anno a pochi chilometri da Siena, nel mese di Febbraio, si svolge il bellissimo Carnevale di Foiano al quale partecipano adulti e bambini di tutta la provincia: partendo da Siena, bisogna andare in direzione Perugia e uscire a Foiano della Chiana.

Nei giorni scorsi le prime sfilate sono cominciate e la festa è stata ulteriormente arricchita dall’organizzazione di balli tradizionali dell’Ecuador. Chi scrive è il nuovo braccio della squadra del Borgo Grondaie. Mi chiamo Gabriela ed essendo nativa dell’Ecuador, tale evento mi riempie di orgoglio e mi fa sentire più vicina alla mia famiglia di origine.

Fonte: Carnevale di Foiano

I protagonisti del Carnevale sono i 4 Cantieri: AZZURRI, BOMBOLO, NOTTAMBULI E RUSTICI

Tutti risalgono al secolo scorso, durante l’anno i Cantieri lavorano ciascuno su un carro, che presenta allegoricamente un determinato tema (liberamente scelto dal Cantiere). Per evitare scorrettezze ed aiuti esterni, i 4 cantieri lavorano tutti quanti in un unico edificio.

Sorprendente la passione che porta i Cantieristi ad adoperarsi nella realizzazione del carro senza percepire alcun compenso.

Fonte: Carnevale di Foiano

I carri vengono valutati da una giuria composta da 5 professionisti: uno scenografo, un pittore, un critico d’arte, uno scultore e un giornalista.

Un’atmosfera di gioia daparte di tutti mentre passano i carri, tanti sorrisi e tanti coriandoli!!! Un’esperienza da non perdere!

Nella quarta ed ultima domenica viene letto il verdetto che segue il Funerale di Re giocondo: ilRe del Carnevale. A questo punto si da lettura in Piazza del Testamento di Re Giocondo: vengono letti in rima dal Presidente dell’Associazione del Carnevale, i fatti più o meno positivi dell’anno appena concluso.

 

Fonte: Carnevale di Foiano

Prossimi appuntamenti: domenica 2 e 9 di marzo 2014

Prezzi biglietti:

Ordinari: Euro 8,00

Bambini sotto 12 anni: Gratis

Sconto Famiglie: 2 adulti + 1 bambino = Euro 13,00

Sconto comitive superiori a 30 persone: Euro 7,00

www.carnevaledifoiano.it

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Un weekend in Val d’Orcia non si può perdere e vi innamorerete della Rocca d’Orcia . Se avete poco tempo perchè avete pianificato altre visite, la sola fermata a Pienza e Montalcino vi daranno l’dea della bellezza di questo territorio. Per quelli però che hanno più tempo a disposizione suggeriamo di deguire il fiume Orcia e di non perdere la visita alla Rocca d’Orcia, chiamata anche Rocca di Tentennano, che si trova a poca distanza dal paese di Castiglion d’Orcia.

foto di Sienafree

Il castello è aperto al pubblico e offer un avista senza eguali: il monte Amiata, il castello di Radicofani, il paese di Castiglion d’Orcia e la città termale di Bgno Vignoni.

Il piccolo borgo con le sue fontane medievali e le sue chiese del 13° secolo vi porteranno indietro nel tempo. Qui Santa Caterinà imparò a scrivere e leggere nel 1378.

L’entrata per il castello costa 3 Euro ed include anche la visita al piccolo museo Sala d’Arte San Giovanni nel centro di Castion d’Orcia. Qui potrete ammirare dipinti di Simone Martini, Giovanni di Paolo e del Vecchietta.

museisenesi

Il museo ed il castello sono aperti anche il sabato e la domenica (10:00 to 13:00 / 16:00 to 19:00).

Buona visita a tutti!

 

 

Un incontro che inaugura la nuova stagione turistica: Siena Ultramarathon 2014. Intanto per i non addetti ai lovori specifico cosa sia un’Ultramarathon. Si tratta di una corsa che supera la distanza obbligatoria di una maratona cioè oltre i 42,195 km. Siena Ultramarathon 2014 svilupperà il suo percorso di 50,200 Km attraversando alcuni dei più bei paesaggi toscani,  con altimetria positiva di 600 mt. Il fondo su strada bianca sarà di 15,600 km  e non mancheranno gli scorci mozzafiato. La partenza è da San Gimignano e l’arrivo in Piazza del Campo a Siena.

Il percorso dei 50 km è dedicato a coloro che sono avvezzi alle maratone oppure a gare trial. Il percorso si snoderà in parte sull’antica  via Francigena e prevederà 10 punti ristoro.

Per i non maratoneti, sono organizzate anche altri due percorsi: uno di 32 km. con partenza da Colle di Val d’Elsa e uno di 18 km con partenza da Monteriggioni. Un autobus vi condurra da Piazza del Campo ai vari punti di partenza.

L’occasione sarà quella di vivere una giornata di sport immersi in una natura bellissima, quella della campagna senese e l’arrivo nella Piazza del Campo, patrimonio dell’Unesco, sarà da brivido.

Sono sicura: sarà una corsa indimenticabile!

 

Voglio dedicare questo post ad un amico e cliente che come me ama correre. Lui vive in America ma ama l’Italia…Wayne che ne dici, ci facciamo una corsetta?

 

Per maggiori informazioni Vi preghiamo di vedere il sito www.terredisienaultramarathon.it

 

 

La tradizione culinaria a Siena si manifesta in tutto il suo splendore a Natale. Se siete delle buone forchette questo è il posto giusto per voi.

Dunque intanto Vi dico che a Siena generalmente si festeggia Natale con il pranzo del 25. La tradizione vuole che la tavola sia particolarmente gioiosa; un bel centro tavola ne è il fulcro (mia madre ne  ha fatto uno tutto colorato con le verdure, da mangiare poi con l’olio nuovo). Un vulcano di colori: arancione della carota, il bianco dell’insalata belga, il rosso dei ravanelli o radici rosse, il verde del sedano, ancora spicchi bianchi di finocchio, piccoli pomodori e cipollottini freschi.

Noi abbiamo iniziato con un buffet organizzato vicino al camino, quindi self service. Sul tavolo c’erano delle buonissime torte salete con cipolla e pancetta, crostini con il sugo di funghi porcini, crostini di milza, piccoli pezzetti di polenta fatta abbrustolire alla brace con pecorino.

Il primo è come sempre la mitica PASTA AL FORNO con la pasta fatta a mano e cotta nel forno a legna che mio padre accende un giorno prima per raggiungere la giusta temperatura e non bruciare così le pietanze.

tradizione culinaria a Sienaporzione_lasagna

 

 

Poi, visto che il pancino non era ancora sazio, è arrivato l’arrosto fatto sempre nel forno a legna: coniglio, pollo, piccione e agnello…il tutto con patate arrosto!

Se non siete ancora soddisfatti, adesso arrivano i dolci e si salvi chi può. Intanto i dolci tipici senesi: panpepato (che a me piace più del panforte perche molto speziato), ricciarelli, cantuccini da zuppare nel vinsanto. Poi i dolci tipici natalizi come il panettone (che rigorosamente porta mia fratello dalla patria del panettone cioè Milano e rigorosamente di pasticceria artigianale). Si termina con i dolci fatti in casa che quest’anno spaziavano dalla crostata, al dolce al cioccolato morbido, alla pinolata e poi un dolce indefinito perché la mia vista era ormai offuscata dal troppo cibo e non avrei riconoscito una sacher da un ciambellone.

Il tutto annaffiato da Chianti Classico Riserva e da una riserva 2010 di Montecucco e per i dolci oltre al vinsanto anche la grappa…che qualcuno beve con la scusa che faccia digerire.

Mi dimenticavo……il caffè che a casa dei miei si fa rigorosamente con la Moka.

Insomma giornata impegnativa per le mascelle e pensare che è solo l’inizio perché la sera del 25 e del 26 si parte con i bolliti accompagnati dalla salsa verde fatta in casa, l’acciugata e naturalmente le mostarde.

Insomma una maratona…….

E  voi cosa avete mangiato di buono? Qual è il piatto simbolo della cucina del vostro territorio?

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Mai provata una bruschetta con l’olio nuovo appena sprumuto? Noi lo facciamo sempre anche dopo la raccolta delle Olive  2013 al Borgo Grondaie Se non lo avete mai fatto una visita in Toscana ed al Borgo Grondaie nel periodo fine Novembre –Dicembre  non la potete perdere. Per l’olio, come per il vino, le annate non sono mai uguali. Clima, acqua, terreno ne influenzano profumo ed aroma. C’è chi ama mettere l’aglio sul pane ma io adoro assaporare l’olio per com’è. Vivere l’olio vuol dire curare la pianta tutto l’anno, faticare per raccogliere i frutti ed esaltarsi a vederli spremere al frantoio.

<h1>La raccolta delle olive 2013</h1>

La raccolta delle Olive è  quasi completamente manuale. Si distente un grande telo circolare sotto l’olivo e poi si raccolgono le olive battendo i rami alti e pettinando a mano i rami più bassi.  La cosa fondamentale è che le olive vengano portate al frantoio dopo pochi giorni dalla raccolta delle olive perché non si formi muffa tra i frutti che potrebbe incidere negativamente nel sapore dell’olio. Per questo noi al Borgo Grondaie, come tutti coloro che hanno molti olivi,  dobbiamo fare più viaggi al frantoio. Ed ogni scusa è buona per mangiare una fantastica bruschetta!
olivePENTAX Image

 

La bruschetta è sicuramente il modo migliore per gustare l’olio nuovo . Per la bruschetta ricordatevi che serve un pane da poter tostare con una mollica consistente. I migliori sono sicuramente i pani cotti a legna epoi….. tanto olio!

               

 

Sapete che si possono realizzare, grazie all’olio di oliva, dei buononissimi dolci per colazione con basso contenuto di calorie? Se sostituite al burro l’olio d’oliva e lo yogurt potete ottenere dei dolci sani e gustosi. Il più famoso è sicuramento il ciambellone o ciambella all’olio di oliva.

La ricetta per la realizzazione che Vi propongo proviene dal sito http://www.lacucinaimperfetta.com

Ricetta Ciambella all’olio extra vergine di oliva

Ingredienti per una ciambella da 24 cm di diametro

  • 340 gr. di farina
  • 200 gr. di zucchero
  • 125 gr. di yogurt bianco
  • 120 gr. di olio extra vergine di oliva
  • 4 uova
  • buccia grattugiata di 1 limone
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • zucchero a velo

Portata: Dolci e dessert
Difficoltà: Facile
Tempo di preparazione: 10 minuti
Tempo di cottura: 30 minuti
Tempo totale: 40 minuti


Procedimento

Mettete in una ciotola grande o in quella della planetaria le uova con lo zucchero e montatele insieme fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso (senza planetaria utilizzate le fruste elettriche).

 

 ricetta1

Unite l’olio e continuate a lavorare il composto con le fruste.

ricetta2 

 

Quindi unite lo yogurt…

 ricetta3

 e la farina con il lievito in cui avrete unito il lievito.

 

 ricetta4

Unite anche la buccia di limone grattugiata e mescolate bene il tutto con un cucchiaio di legno.

ricetta5 

Oliate bene uno stampo da ciambella e versatevi dentro il composto.      

ricetta6                                       

 

Infornate a 180° e cuocete per circa 30 minuti o comunque fino a quando la ciambella non sarà diventata ben dorata (fate la prova stecchino).

 

 ricetta7

 

Fate intiepidire la ciambella, togliete dallo stampo e spolverizzate con lo zucchero a velo!

 

 ricetta8

 

Vi potrei raccontare altri mille modi di utilizzare l’olio extra vergine di Oliva ma preferisco che veniate a scoprirlo in terra di Toscana e magari al Borgo Grondaie

 

L’11 Novembre si celebra L’Estate di  San Martino, il santo patrono di molti comuni italiani e protettore anche di noi albergatori!

<h1>La storia ve la racontiamo noi dell’Hotel Borgo Grondaie!</h1>

Si narra che in questo periodo  in Italia ma anche in tutta Europa si verifichi uno strano fenomeno chiamato appunto l’Estate di San Martino, un periodo caratterizzato da un clima particolarmente tiepido e giornate di sole.

Quest’anno il sole non ci ha abbandonato a Siena e ci ha regalato un Ottobre a dir poco strabiliante con temperature oltre i 20 gradi. Siamo felici che l’ Estate di San Martino prolunghi ancora un fantastico autunno.

Come dice la tradizione, l’Estate di San Martino dura 3 giorni ed un pochino…..pensate sia una leggenda? Le carte climatologiche degli ultimi 50 anni danno ragione a San Martino!

postato da www.hotelsienaborgogrondaie.com

 

 

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