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Vini di Fonterutoli

Nel trasmettere le mie conoscenze ai clienti stranieri, affamati di “local experience”, cerco sempre di calarmi nei loro panni e capire cosa sia per loro la scoperta. Succede allo stesso modo, anzi con un po’ di ansia in più se chi devi consigliare e pure accompagnare nella scoperta sia un cliente-amico con famiglia (tra cui figlio trentenne super critico). Mi sono fatta trasportare dall’idea di Paolo (il mio compagno) di visitare Fonterutoli, che ammetto sottovoce, non avevo mai visitato.

I vini di Fonterutoli-Hotel Borgo Grondaie
I vini di Fonterutoli- Veduta di Fonterutoli

 

I vini di Fonterutoli-Hotel Borgo Grondaie
I vini di Fonterutoli-La piazza

Sicuramente l’arrivo fra le fila dell’azienda dall’amico Olmastroni ha reso tutto più semplice: primo nell’organizzare con zero preavviso la visita alla cantina e secondo il desiderio di scoprire la realtà di un luogo così vicino mai svelato ai miei occhi. Il nostro accompagnatore, Matteo, è stato bravissimo, oserei dire impeccabile. Non ha avuto problemi a cimentarsi in una visita italo-spagnola, alternando spiegazioni in entrambe le lingue con una facilità che denota grande esperienza e professionalità. La visita inizia dalla cantina, anzi dalla piazza, tetto della cantina. Il fulcro di tutto è lì, dove arriva l’amata uva che scompare, inghiottita dalla stessa piazza. Beh, non è una magia ma un sistema di trasporto per caduta (tramite alcuni fori che si trovano nella pavimentazione della piazza) che instradano l’uva verso il suo futuro. Il primo punto di attracco di questo viaggio è la sala dove si trovano i tini per la fermentazione. L’uva arriva lì e comincia la sua trasformazione, dentro tini di acciaio che mantengono la stessa forma trapezoidale del tino antico.

 

 

I vini di Fonterutoli-Hotel Borgo Grondaie
I vini di Fonterutoli-La barriccaia

 

I vini di Fonterutoli-Hotel Borgo Grondaie
I vini di Fonterutoli-La barriccaia

 

I vini di Fonterutoli-Hotel Borgo Grondaie
I vini di Fonterutoli-La barriccaia

La ragione di ciò non è solo sentimentale, ma per un meccanismo che rende più semplice la rottura della crosta formata dalle vinacce. Il vino in questa fase deve respirare ed il lavoro degli operai è incessante. Nello stesso piano si trova anche l’area di imbottigliamento ed etichettatura. La famiglia Mazzei, che possiede tre aziende vinicole in tre area di eccellenza (Chianti-Maremma-Sicilia) imbottiglia tutto a Fonterutoli. È qui che il vino si mette il vestito e si prepara alla sua partenza verso destinazioni in ogni dove del mondo, dando prestigio al nome Chianti, Siena e Toscana. Traghettati da Matteo verso gli inferi, si scende ancora di un piano, direzione la barriccaia, la zona dove i vini si affinano e si fanno belli per il palato. Nella sala si sprigiona l’odore del buon vino, che si mescola a quello del legno, in un meraviglioso e inebriante mix di profumi. La parte di parete lasciata a roccia, da cui sgorga l’acqua che gocciolando in modo disomogeneo e discorde crea nell’aria una sinfonia di suoni naturali, è veramente suggestiva e coinvolgente. Inebriati rientriamo in superficie per la degustazione, per provare a comprendere, attraverso il palato, tutto quello che Matteo ci ha spiegato.

Da qui il racconto si fa vostro, nel senso che dovrete essere voi a venire a Fonterutoli per la vostra esperienza gustativa. Cin-cin!

I vini di Fonterutoli-Hotel Borgo Grondaie
I vini di Fonterutoli-Osteria di Fonterutoli (esterno)

 

I vini di Fonterutoli-Hotel Borgo Grondaie
I vini di Fonterutoli-Osteria di Fonterutoli (interno)

 

I vini di Fonterutoli-Hotel Borgo Grondaie
I vini di Fonterutoli-Degustazione vini

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Gaia

Pubblicato da Borgo Grondaie

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