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MAESTA’ DI DUCCIO. MUSEO DELL’OPERA DEL DUOMO. SIENA

 

Recentemente abbiamo parlato della Maestà di Simone Martini, stupendo affresco sito a Palazzo Pubblico a Siena. A questo punto ci sembra doveroso rivolgere l’attenzione verso l’altra meravigliosa Maestà che Siena custodisce e vale a dire quella dipinta da Duccio Buoninsegna, il grande artista che seppe fondere la preziosità degli schemi bizantini con l’umano lirismo del gotico francese.

 

La Maestà fu commissionata a Duccio nel 1308 per essere posta sull’Altare Maggiore del Duomo di Siena. Il 9 giugno 1311, i cittadini in festa trasportarono l’opera, in processione, dalla bottega di Duccio fino alla Cattedrale.

 

La cosa che prima di tutte colpisce della Maestà è la sua complessità, infatti, è la più gran tavola dipinta, a noi pervenuta, della scuola italiana.

La grande pala fu dipinta su entrambe le facce. Sulla parte anteriore, che era rivolta verso la navata e destinata all’occhio dei fedeli, è raffigurata la Madonna in trono con il Figlio, circondata da uno stuolo d’angeli e santi. I primi quattro in ginocchio sono i Santi Patroni di Siena: Ansano, Savino, Crescenzio e Vittore. Sull’altra faccia, quella che era rivolta verso il coro e quindi riservata alla contemplazione degli ecclesiastici, Duccio dipinse, in 26 pannelli, momenti della Passione e della Resurrezione di Cristo (tra questi spicca il pannello più grande dedicato alla Crocifissione).

La pala era originariamente ornata da una predella con storie dell’infanzia e della vita di Gesù e di un fastigio gotico comprendente dei pannelli raffiguranti la vita della Vergine Maria e di Cristo. Nel 1505 la Maestà fu trasferita presso l’altare di S. Sebastiano e nel 1771 fu segata per separare la parte anteriore da quella posteriore e lasciare liberi i pannelli del coronamento e della predella, ma durante quest’operazione la cornice gotica andò distrutta.  Nel 1878 l’opera, così sezionata, lasciò la Cattedrale e fu definitivamente trasferita presso il Museo dell’Opera del Duomo di Siena dove ancora oggi si trova. Purtroppo, durante questo trasferimento alcuni pannelli andarono dispersi ed altri presero la strada di musei e collazioni straniere.

Ciò nonostante la grandiosità dell’opera resta intatta con tutta la sua forza agli occhi del visitatore.

Con quest’Opera Duccio conclude l’esperienza pittorica del 1200 diventando fonte d’ispirazione e maestro della fiorente scuola senese del Trecento.

 

Source: Tutta Siena Contrada per Contrada di Pietro Torriti

 

Posted By: www.hotelsienaborgogrondaie.com

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