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PALAZZO SANSEDONI – SIENA

 palazzo sansedoni vista aerea imgzoom PALAZZO SANSEDONI – SIENA

Palazzo Sansedoni, a Siena, si trova in Piazza del Campo ed è il palazzo più nobile dopo quello del Comune. Facilmente riconoscibile grazie alla maestosa facciata curvilinea in laterizio rosso, il Palazzo è sormontato da una torre a pianta rombica. La torre, edificata insieme ad una prima parte del Palazzo verso la metà del 1200, era alta 62 metri, ma fu successivamente abbattuta e oggi ne rimane solo un accenno.

Le vicende architettoniche del Palazzo sono complesse, prevedono infatti, nel corso del tempo, l’unificazione di più corpi distinti. Come accennato precedentemente, le prime notizie della costruzione si hanno intorno alla metà del 1200 per poi arrivare ad un documento del 1340 che ne attesta l’ampliamento fino ad un riassetto generale tra il 1600 e il 1700 che porta alla definitiva ristrutturazione dell’unica facciata che, oltre a seguire l’andamento della piazza, riprende fedelmente lo stile di Palazzo Pubblico rendendo evidente l’espressione della corrente neogotica tipica dell’età barocca.

 

Il Palazzo deve il suo nome ad una delle famiglie senesi più prestigiose del Medioevo che ne commissiona la costruzione. Le prime notizie relative alla famiglia Sansedoni risalgono al 1174 quando Sansedonio di Martino viene eletto console di Siena. La famiglia diviene presto una delle più illustri della città con membri eletti alle maggiori cariche pubbliche.

Si ricorda, come personaggio di spicco, il Beato Ambrogio Sansedoni ( 1220-1286), frate domenicano che , ambasciatore presso il Papa Gregorio X , riesce a far rievocare la scomunica sulla città. Altro personaggio da menzionare è Rutilio Sansedoni che, scampato alla malattia, costruisce, in quelle che furono le stanze del Beato, una cappella in suo onore, un autentico gioiello barocco dove ancora oggi viene celebrata la messa per la ricorrenza della sua morte.

 

Per quel che riguarda l’interno del palazzo con le sue decorazioni si possono ammirare il gusto e lo sfarzo tipici della corte medicea alla quale erano legati i Sansedoni. Tutto questo si traduce nella preziosità dei marmi policromi, nelle pietre intarsiate e nei bronzi. Gli affreschi, raffiguranti soggetti mitologico allegorici, appartengono ad esponenti della pittura fiorentina come Anton Domenico Gabbiani (1697), Francesco e Giuseppe Melani (1726), Giovan Domenico Ferretti e Pietro Anderlini ( 1745).

 

Fonti: Siena Online/Archivio di Stato di Firenze/ Aperto per restauro Siena

 

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