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La tradizione culinaria a Siena. Festeggiamo il Natale

La tradizione culinaria a Siena si manifesta in tutto il suo splendore a Natale. Se siete delle buone forchette questo è il posto giusto per voi.

Dunque intanto Vi dico che a Siena generalmente si festeggia Natale con il pranzo del 25. La tradizione vuole che la tavola sia particolarmente gioiosa; un bel centro tavola ne è il fulcro (mia madre ne ha fatto uno tutto colorato con le verdure, da mangiare poi con l’olio nuovo). Un vulcano di colori: arancione della carota, il bianco dell’insalata belga, il rosso dei ravanelli o radici rosse, il verde del sedano, ancora spicchi bianchi di finocchio, piccoli pomodori e cipollottini freschi.

Noi abbiamo iniziato con un buffet organizzato vicino al camino, quindi self service. Sul tavolo c’erano delle buonissime torte salete con cipolla e pancetta, crostini con il sugo di funghi porcini, crostini di milza, piccoli pezzetti di polenta fatta abbrustolire alla brace con pecorino.

Il primo è come sempre la mitica PASTA AL FORNO con la pasta fatta a mano e cotta nel forno a legna che mio padre accende un giorno prima per raggiungere la giusta temperatura e non bruciare così le pietanze.

lasagne La tradizione culinaria a Siena. Festeggiamo il Nataleporzione lasagna La tradizione culinaria a Siena. Festeggiamo il Natale

Poi, visto che il pancino non era ancora sazio, è arrivato l’arrosto fatto sempre nel forno a legna: coniglio, pollo, piccione e agnello…il tutto con patate arrosto!

Se non siete ancora soddisfatti, adesso arrivano i dolci e si salvi chi può. Intanto i dolci tipici senesi: panpepato (che a me piace più del panforte perche molto speziato), ricciarelli, cantuccini da zuppare nel vinsanto. Poi i dolci tipici natalizi come il panettone (che rigorosamente porta mia fratello dalla patria del panettone cioè Milano e rigorosamente di pasticceria artigianale). Si termina con i dolci fatti in casa che quest’anno spaziavano dalla crostata, al dolce al cioccolato morbido, alla pinolata e poi un dolce indefinito perché la mia vista era ormai offuscata dal troppo cibo e non avrei riconoscito una sacher da un ciambellone.

Il tutto annaffiato da Chianti Classico Riserva e da una riserva 2010 di Montecucco e per i dolci oltre al vinsanto anche la grappa…che qualcuno beve con la scusa che faccia digerire.

Mi dimenticavo……il caffè che a casa dei miei si fa rigorosamente con la Moka.

Insomma giornata impegnativa per le mascelle e pensare che è solo l’inizio perché la sera del 25 e del 26 si parte con i bolliti accompagnati dalla salsa verde fatta in casa, l’acciugata e naturalmente le mostarde.

Insomma una maratona…….

E voi cosa avete mangiato di buono? Qual è il piatto simbolo della cucina del vostro territorio?