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#invasionidigitali viste da chi ha partecipato. Un omaggio fatto da Dominique Papi Cipriani

Pinacoteca di Siena, un invasione digitale by Dominique Papi Cipriani

Per caso ho partecipato a un’iniziativa che si chiama Invasione Digitale volta a far entrare, nei luoghi d’arte di tutta Italia, persone con apparecchi fotografici  o anche cellulari, per scattare, in libertà, fotografie senza flash e poi mettere le stesse sui social network come Twitter, Facebook, Instagram.

Un’operazione di condivisione delle immagini d’arte, con la velocità di questi tempi per rendere fruibili ad altri, quasi solo un’ora dopo averli visti, particolari di dipinti o scorci di chiese, giardini e sculture, colte dai visitatori in uno stupore onnivoro.

Dissolta la sacralità del museo e delle opere all’interno custodite, si vaga alla ricerca di una suggestione immediata ebbri di tanta generosità di fruizione come una scolaresca indisciplinata che si muove in gita tra le sale silenziose.

Con questo passo, insieme ad altri, troppo pochi per la verità per l’occasione così inaspettata, mi muovo per le sale con grande serenità. Gli organizzatori ci hanno fornito in anticipo un testo descrittivo, via mail chiaramente, delle sale e degli artisti.

Sorpresa da questa  possibilità e con circa tre ore a disposizione, mi accingo a osservare i dipinti con un altro sguardo e mi rinfranco dalla giornata piovosa e uggiosa all’esterno.

Complice la mia totale ignoranza nel campo dell’arte e di questi pittori, mi avvicino ai dipinti che mi attraggono e comunicano con interessanti immagini e curiose prospettive.

Mi incantano gli sguardi delle Madonne così melanconici e intensi. Nelle pieghe di un dipinto scorgo altre piccole figure protagoniste in quel particolare. Nelle predelle di grandi quadri vi sono intere storie narrate, come piccoli mondi a se stanti in un paesaggio più grande. Alcuni vescovi mi guardano perentori accanto ad angeli gentili. La fissità dei loro sguardi offre ad ognuno di noi visitatori un richiamo ad altro, un pensiero che però qui si fa fatica a trattenere perché accanto vi è un altro quadro che ci offre a sua volta nuove sollecitazioni. Tra lo stupore e il non capire e l’ammirazione per tanta perfezione e bellezza, si rimane colpiti e quasi imbarazzati di non poter distogliere il nostro sguardo.

Il lavoro qui presentato (di cui sono visibili sul blog del Borgo Grondaie solo 2 foto)  verte sulla specificità dei particolari, porzioni di quadro a cui è stato tolto il colore per una lettura dell’immagine pittorica senza l’enfasi del pigmento. Una pretesa fotografica vista la magnificenza di questi dipinti dove l’oro è protagonista accanto al rosso carminio, al vermiglione, al tenue colore degli incarnati in mondi religiosi che raccontano scene della sacra famiglia con in lontananza campagne stilizzate, luoghi senesi, gente di un’epoca.

pinacoteca dominique #invasionidigitali viste da chi ha partecipato. Un omaggio fatto da Dominique Papi Ciprianipinacoteca dominique bis #invasionidigitali viste da chi ha partecipato. Un omaggio fatto da Dominique Papi Cipriani

 

In questa sindrome di emotiva contraddizione tra quanto vedo e cosa provo, penso agli storici dell’arte che li conoscono questi quadri, che ne sanno la storia e hanno studiato a fondo il pittore, sanno le sue peculiarità e quale soprattutto il tratto distintivo. Li ammiro questi studiosi, che passano le loro vite a seguire percorsi tutti loro, con impegno e rigore e che li portano spesso a scoperte importanti di comprensione del pittore, a trovare quel tassello che manca alla piena e definitiva attribuzione di un’opera e che continuano a ricercare, analizzare, studiare, guardare immagini, leggere libri e saggi, sempre tesi alla definizione appropriata.

Credo di essere stata fortunata ad essere vissuta in una famiglia dove l’arte stava di casa a tutti i livelli e di aver potuto tranquillamente girare in mezzo ad opere di rilevanza senza che nessuno mi dicesse o spiegasse niente. I quadri erano lì e io ci stavo davanti. Questo è stato un grande dono che ho ricevuto ed è anche così che è nata la mia analisi fotografica della visione.

Riprendere quanto visto e restituirlo interpretato in una fotografia.

La Pinacoteca di Siena, con le sue importanti opere e nella quiete delle sue sale, mi ha permesso di rivivere intensamente questa libertà di fruizione.

Ringrazio molto chi ha organizzato questa visita che ha reso un importante servizio di comunicazione dell’arte negli aspetti più contemporanei e immediati, anche se non supportata da alcuna indagine storica e artistica, ha permesso a molte persone di entrare in contatto con una realtà che ci circonda e che resta invisibile ai più.

foto #invasionidigitali viste da chi ha partecipato. Un omaggio fatto da Dominique Papi Cipriani

Ultimo aggiornamento (Lunedì 27 Maggio 2013 13:15)