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IL PROFUMO DEL BORGO AL TRAMONTO di Antonella Scotto

foto ingresso IL PROFUMO DEL BORGO AL TRAMONTO di Antonella Scotto

Avete presente la lavanda in piena fioritura? Quel suo particolare profumo che un po’ sa di estate e un po’ di liquirizia e di pulito? Ecco, è lo stesso profumo che avverto ora, aprendo l’anta dell’armadio dove tengo riposta in bell’ordine la biancheria per la casa. E in un attimo, benché qui il pomeriggio sia grigio e piovoso, il pensiero decolla e mi riporta all’estate, alle lunghe ore assolate, alle notti tiepide…e a Borgo Grondaie.
Borgo Grondaie è il residence di charme (e per charme intendo il fascino vero, quello che ti fa vivere ed amare un territorio in ogni sua sfumatura e non lo charme fittizio fatto di arredi da riviste patinate e completato da un servizio puntuale, quanto freddo ed impersonale!), allora, come dicevo Borgo Grondaie è strategicamente situato alle porte della città di Siena, il cui centro è da qui raggiungibile in pochi minuti di auto, ma immerso nella campagna toscana. Al Borgo, appena mi è possibile, amo tornare per riprendere le fila della mia vita e rimettermi in pace col mondo e con me stessa. L’accoglienza è tanto calorosa quanto professionale e Gaia ed Amina col tempo sono diventate vere amiche per molti dei clienti abituali: qui si respira un’atmosfera diversa, rilassata e serena, ed è facile sentirsi a casa, tra amici.
E la lavanda, direte voi!?
La lavanda c’entra con il mio racconto, perché Borgo Grondaie non è semplicemente un nucleo di accoglienti camere e di ariosi appartamenti: il Borgo è anche tutto quello che lo circonda, dalle piazzette con tavolini e sedie dove ci si ferma a sorseggiare un caffè o un buon bicchiere di vino, alle aiuole, alberi e cespugli sempre ben curati dallo zio di Gaia e dai giardinieri, fino ai grandi prati che in ogni periodo dell’anno mantengono intatta quella smagliante sfumatura di verde tipica di questa parte di Toscana.
I cespugli di lavanda fanno da cornice ad alcuni prati ed alla zona balneare del Borgo, dominata dalla bella piscina, che è situata in posizione leggermente sopraelevata e quanto basta isolata rispetto al nucleo abitativo. Qui durante la giornata si trascorrono ore tranquille tra bagni di sole e nuotate nell’acqua fredda e cristallina: ma il vero incanto arriva all’ora del tramonto. Infatti è quando il sole inizia a calare all’orizzonte che molti degli ospiti abbandonano lettini e sdraio e l’atmosfera si fa ancora più tranquilla. L’acqua della piscina, resa più tiepida dalle lunghe ore di sole della giornata, va tingendosi di sfumature arancio e viola, mentre il canto degli uccelli si intensifica. E’ a questo punto che io adoro immergermi e nuotare lentamente, lasciandomi avvolgere quasi interamente dall’acqua: il corpo si rilassa nell’abbraccio liquido mentre le tensioni accumulate nei lunghi mesi di lavoro si stemperano nella luce dorata del tramonto. In momenti così diventa più facile sentirsi tutt’uno con la meraviglia che ci circonda. A volte a quest’ora si rimane da soli, altre volte invece arriva qualcuno altrettanto desideroso di godere di questi momenti di pace…allora si nuota piano, ci si crogiola in acqua e ci si saluta con un breve cenno degli occhi, per non interrompere l’incanto del momento.
Quando il sole scompare sono pronta per fare ritorno a casa, dove mi aspetta una doccia calda con i prodotti da bagno all’olio di oliva che Gaia ed Amina non dimenticano di far trovare negli appartamenti e che, con i delicati profumi, completano il percorso sensoriale della giornata.
Giornata che non può non trovare compimento in uno dei tanti localini di Siena o dei suoi dintorni, dove la cucina toscana si fa apprezzare come una delle più squisite che esistano. Personalmente, quando mi fermo in città, amo cenare alla Trattoria Da Cecco, un piccolo ristorante in Via Cecco Angiolieri, una viuzza laterale di Via Banchi di Sopra, l’arteria principale che conduce a Piazza del Campo e al Duomo. Il locale è piccolo e non è facile trovare posto, ma nella bella stagione ci sono i tavoli all’aperto che moltiplicano i coperti: imperdibili i pici in tutti i diversi condimenti, ma si fanno ricordare anche il pollo al limone ed i diversi dolci, tra cui il tiramisù della casa.
Quando invece la sera mi sposto da Siena, tra le mete che privilegio nella stagione estiva c’è il bel borgo di Monticchiello. Per raggiungerlo, partendo con l’auto da Borgo Grondaie, mi dirigo verso la zona delle Crete, una delle meraviglie che non bisogna perdere visitando quest’angolo di Toscana. Qui il paesaggio ammalia con forme e colori sempre cangianti ad ogni ora del giorno e ad ogni stagione. Bello attraversare questo incredibile paesaggio, a tratti lunare e a tratti evocativo del

lento procedere di cavalieri e dame medievali che qui facevano sosta presso le numerose pozze di acqua dolce, guidando lentamente, per immergersi nel panorama mozzafiato che varia ad ogni ansa della strada. La direzione da tenere è quella per Pienza piegando quindi, una volta raggiunta la località, prima per San Quirico d’Orcia e quindi per il fondovalle La Foce da cui si diparte la decisa salita che conduce a Monticchiello. Il piccolo paese, adagiato sul cocuzzolo di una collina, da anni è reso famoso, oltre che dall’indiscutibile fascino del luogo, anche per via del “teatro povero” che annualmente trasforma vie e piazzette nel palcoscenico e quasi tutti gli abitanti del paese in una vera compagnia teatrale.
Da questo colle si domina l’intera vallata ed il susseguirsi di colline e valli circostanti, che si alternano come le onde di un oceano verde e tranquillo. Arrivati a Monticchiello la vista non trova ostacoli e può spaziare fin dove lo sguardo lo consente: qui, all’ora del tramonto, mentre il cielo si tinge di un rosso deciso, è il momento ideale per sedersi ad un tavolo della terrazza de “La Porta”, wine bar, enoteca ed osteria situato proprio di fianco alla porta di accesso al paese.
Un piacere accessibile quello di godersi il tramonto assaporando la squisita bruschetta ben carica di olio extra vergine e di aglio, con un piatto di pecorino di Pienza declinato nelle sue diverse stagionature, il tutto accompagnato da un bicchiere di Brunello di Montalcino o di Nobile di Montepulciano, le eccellenze vinicole della zona. Difficile dire se sia il vino nel bicchiere ad assumere le sfumature del tramonto o se il tramonto si faccia via via più somigliante al vino. Certo è che, in momenti simili, non si può non essere grati alla vita. E questo scenografico aperitivo può naturalmente trasformarsi in cena con i piatti tradizionali preparati dalla stessa Osteria.
Una sosta che consiglio, quando si va via da Monticchiello, è quella a Bagno Vignoni dove, in qualsiasi stagione dell’anno ci si trovi, vale la pena di fermarsi a passeggiare lungo il perimetro della straordinaria piazza-piscina termale costruita dagli antichi romani. Natura generosa ed ingegno umano sembrano avere trovato l’accordo perfetto nella realizzazione di questa incredibile piazza-calidarium, cuore storico della località termale. Prima di abbandonare Bagno Vignoni per tornare al Borgo, mi piace fermarmi sulle sponde del ruscelletto di acqua calda e termale che sale in superficie appena fuori del paese, per poi tuffarsi giù dalla ripa in fondo alla quale forma pozze di acqua chiara. Immergere i piedi nell’acqua che scorre calda e odorosa di minerali è possibile in ogni stagione dell’anno, ed è magnifico farlo di notte quando alzando gli occhi al cielo ci si perde nella miriade di stelle che qui brillano indisturbate, lontane dall’inquinamento luminoso delle metropoli.
Tornata al Borgo, un attimo prima di rientrare, si viene accolti dal coro di grilli e cicale, mentre il profumo di lavanda si alza adesso pungente dai cespugli intrisi di rugiada.
Esito un istante prima di chiudere l’anta dell’armadio e fare ritorno con la mente alla quotidianità: è bastato un soffio di lavanda (naturalmente custodita nei sacchettini acquistati in Toscana!) per rivivere le sensazioni uniche che questa terra sa regalare. E sorrido al pensiero di avere trovato il Borgo, un angolo magico in cui sostare e da cui muovere per scoprire tutto l’incanto di una terra che, accogliendoti col cuore, apre il tuo cuore e li rimarrà per sempre.